Stagione 2019-20

 

Il Teatro è esso stesso un Esilio

ESULI è il tema scelto per la stagione 2019.20
Così come accade da qualche anno, esso verrà affrontato sia durante il percorso formativo che attraverso le produzioni allestite

Gli spettacoli

Se lo spettacolo inizia nella finzione, il suo obiettivo è quello di integrarsi nella realtà, nella vita. L’esilio allora, come rappresentazione della condizione esistenziale dell’uomo che fugge ogni orrore per ricercare il senso autentico dell’umano nell’apertura al dialogo che si fa forza sociale per diventare quello che più intimamente è: passione estetica che seduce e migliora l’anima!

Laboratorio Permanente sull’Attore

Il Laboratorio, pur traendo ispirazione dai grandi maestri del Novecento, supera la classica lezione monodirezionale ed autoreferenziale, facendosi esperienza formativa che affonda le radici nel percorso maturato da Carmine Califano e la sua compagnia. Esperienza non ‘raccontata’ da un palco-cattedra, ma fatta di confronto continuo attraverso il quale corpi, idee, paure si confondono per dar vita ad un‘esperienza non teorica ma viva, concreta, dove si lavora insieme alla realizzazione di un’idea creativa. Esso perciò si rivolge a chiunque – condizione privilegiata è non avere nessuna esperienza teatrale precedente! – voglia  percorrere con noi un pezzo di strada più o meno lungo.

INCONTRO SETTIMANALE
martedi ore 20.45-22.45 presso Circolo Unione Pagani via Ferrante, 8

Convivio Teatrale Itinerante

Ogni primo venerdì del mese, a partire da ottobre, terremo serate di lettura-spettacolo in dimore private. A gestire gli inviti alla serata sarà il “padrone di casa”. Le serate hanno un tema preciso e tuttavia non formale poiché sarà dato ampio spazio allo scambio di opinioni e riflessioni dei partecipanti. Il progetto è esteso anche a locali pubblici, opifici, esercizi commerciali che abbiano adeguati spazi, creando idonei momenti per ospitare il Convivio.

I TEMI CHE AFFRONTEREMO

Lavoro e libertà

Che cos’è il lavoro? Per molti è necessità, mezzo attraverso il quale condurre una vita dignitosa. Tanti si rendono disponibili per qualsiasi attività, senza preferenze, né ambizioni, né inclinazioni, evidenziando il significato meramente strumentale che riveste oramai il lavoro. Così l’Io non è più risolto nella sua professione, l’individuo non è più il suo mestiere: lavoro non è Beruf – occupazione come vocazione – ma job – posto di lavoro… Scrive Adorno «Gli uomini sono liberi, sì: liberi di cambiare tombino».

Il dialogo sociale e la libertà dalla/della follia

Lo sviluppo di un territorio non può prescindere dalla crescita culturale delle persone che lo abitano, e dallo sviluppo di una coscienza comune che possa innescare processi di sensibilizzazione alle differenze, alle fragilità, ai disagi dell’animo umano. La diversità non è, e non può essere considerata come un elemento di discriminazione, ma occasione di incontro e arricchimento reciproco.

La responsabilità dello sguardo

È solo il gioco degli sguardi reciproci ad essere in grado di tramutare l’Altro da oggetto della mia percezione a soggetto che mi guarda. È in tale passaggio dall’essere oggetto ad essere soggetto che Sartre individua la fondamentale esperienza dell’essere-visto-da-altri per poter dire “Io”. Un solo sguardo, dunque, – il nostro – ha la capacità di far vivere l’Altro.

L’autopoiesi della città

Sono le città brutte a rendere cattive le persone o, al contrario, le città sono solo il riflesso di chi le vive? Una neonata branca della filosofia – l’ontologia sociale – così come discipline progettuali antiche (quali l’architettura e l’urbanismo) sembrano certe delle loro risposte: la città è un’invenzione, anzi è l’invenzione dell’uomo.

L’amore è lo spazio e il tempo resi sensibili al cuore

“Amare” esprime l’energia in grado di congiungere gli opposti, mette l’accento sull’azione, sull’esperienza antropologica e il suo modo di manifestarsi: dall’eros, all’agape, alla filìa, alla carità, declinate sia nella forma privata che pubblica. Approfondire il tema implica che si guardi dentro noi stessi e nei rapporti sociali per scoprire come, questo sentimento contraddittorio di per sé, si sviluppi ed entri nelle relazioni interpersonali.