Unnà

Per curare ogni corpo basterà la parola
e vedite che allora ‘a fantasia se ne vola.


un’idea di Vincenzo Volpe e Carmine Califano
liberamente ispirata all’opera di Giambattista Basile
musiche di Vincenzo Volpe
scritto e diretto da Carmine Califano

Le favole, in ogni cultura ed in ogni tempo, mantengono intatta la loro funzione di insegnamento “morale”, non solo per i più piccoli. Dietro l’agire dei personaggi che troviamo nelle favole, infatti, è facile cogliere le varie tipologie di comportamento umano. Unnà, attraverso il paradigma della narrazione orale popolare propone di ‘ncarmare attraverso la parola creando legami tra chi parla e chi ascolta.
Nei quadri che si susseguono, attraverso i linguaggi artistici della danza, della musica e del teatro, lo spettacolo propone alcune storie tratte dall’opera di Giambattista Basile Lo cunto de li cunti.
La messa in scena riflette, con trasparenti allusioni al mondo degli uomini coinvolte in vicende ispirate ad una morale comune e popolare, tutte le caratteristiche della vita reale: la verità, l’apparenza, la stoltezza, l’astuzia. Ogni immagine, ogni spunto descrittivo esaltano in Unnà la specificità della cultura dell’epoca: il contrasto tra i protagonisti dei racconti è sempre estremo e talvolta crudele, è chiaramente riconducibile alla città di Napoli, bella e desolata, violenta e passionale, delirante e speranzosa, sempre in bilico tra oppressiva miseria sogni di onnipotenza.