di Francesca Zanni
adattato e diretto da Carmine Califano
con Pierfrancesco Califano e Emanuela De Maio

La menzogna creata non espressamente per un fine, anzi come diretta conseguenza di un inganno più grande catapultato sui protagonisti da una vicenda “pubblica” che ha investito tutto un Paese.

La connotazione simulatoria della menzogna insita nell’azione politica di un regime, “dispone” i due personaggi all’esterno dell’ambito privato, per collocarli irrimediabilmente proprio nella sfera dell’agire politico. La menzogna è resa “istituzione” dalla politica e adoperata per sostituire la realtà con una nuova visione più conforme e coerente. Come accade in tutti i regimi totalitari (e non solo!).

Hanna Arendt, filosofa molto citata in Italia questa estate proprio nel dibattito politico, scrive: “L’abitudine a dire la verità non è mai stata annoverata fra le virtù politiche e le bugie sono sempre state considerate giustificabili negli affari politici“.  Affermazione che pare semplicistica nella patria di Macchiavelli che assume, però, un valore immenso quando e se l’agire politico è basato esclusivamente sulla propaganda.

Certo, le vicende che costituisco il perimetro di Tango sono incomparabili con ciò che accade per esempio in Italia in questi ultimi mesi. Anche se sono state proprio queste vicende ad orientarci sulla scelta di un testo già affrontato in passato come testo-studio in laboratorio.

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